Pfizer Catania, FIALC CISAL replica alla Femca CISL: «Chi critica il Golden Power spieghi come intende impedire la svendita dello stabilimento»
La Mendola: «Se la vertenza è nazionale, non si capisce perché si contesti l’unico strumento nazionale che può garantire la vocazione farmaceutica del sito»
La vertenza Pfizer di Catania continua a essere al centro dell’attenzione della FIALC CISAL, che interviene nuovamente dopo le critiche espresse dalla Femca CISL, durante l’assemblea dei lavoratori, nei confronti della segnalazione inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere l’attenzione del Governo sull’applicazione del Golden Power allo stabilimento Pfizer (Wyeth Lederle S.r.l.) di via Franco Gorgone.
Per la FIALC CISAL, le critiche sono legittime, ma non possono restare prive di una proposta alternativa. La vicenda riguarda 330 lavoratori e uno stabilimento che produce antibiotici: non è sufficiente contestare uno strumento di tutela senza indicare quale soluzione concreta si intenda mettere in campo per proteggere occupazione e produzione.
Il rischio di una cessione senza garanzie è stato dichiarato dall’azienda
La preoccupazione della FIALC CISAL, sottolinea il sindacato, non nasce da supposizioni.
Nel corso del tavolo ministeriale del 22 luglio 2026, l’amministratore delegato dello stabilimento avrebbe dichiarato che il sito potrebbe essere ceduto anche a un soggetto «collaterale al business», quindi privo di una specifica identità industriale farmaceutica.
A questo elemento si aggiunge il dato, riferito dalla stessa azienda, dei 62 operatori contattati senza che siano emerse manifestazioni di interesse concrete.
Di fronte a uno scenario di questo tipo, la FIALC CISAL ha scelto di intervenire formalmente, richiamando gli strumenti previsti dalla normativa per la tutela degli asset strategici nazionali.
Golden Power: non un veto, ma condizioni per proteggere il futuro dello stabilimento
Con la segnalazione del 16 ottobre, curata dall’avvocato Giuseppe Lantieri, la FIALC CISAL ha richiamato l’attenzione del Governo sul valore strategico dello stabilimento di Catania, sito dedicato alla produzione di medicinali sterili iniettabili.
Secondo quanto evidenziato dal sindacato, l’impianto rientra tra gli attivi strategici del settore della salute individuati dall’articolo 5 del D.P.C.M. 179/2020. In questo ambito, le operazioni di cessione devono essere notificate al Governo, anche quando l’acquirente è italiano o europeo.
La richiesta della FIALC CISAL non è quella di un veto alla vendita, ma di condizioni precise che impediscano operazioni speculative e garantiscano la continuità industriale.
Tra le principali condizioni indicate:
- un acquirente con comprovata esperienza nel settore farmaceutico;
- il mantenimento della destinazione produttiva degli impianti;
- il divieto di smantellamento delle linee produttive;
- la conservazione delle autorizzazioni e delle certificazioni;
- un piano industriale vincolante, con impegni concreti sul futuro del sito.
Per il sindacato, chi intende realmente continuare a produrre farmaci a Catania non dovrebbe avere nulla da temere da queste garanzie.
Il precedente Myrmex: una lezione che Catania non deve dimenticare
Nel comunicato, la FIALC CISAL richiama anche una vicenda che rappresenta un precedente significativo per il territorio: quella del centro di ricerca Myrmex.
Nel 2011 il centro fu ceduto da Wyeth Lederle-Pfizer per un euro, nell’ambito di un’operazione accompagnata da una delibera della Regione Siciliana e da un accordo di programma che prevedeva finanziamenti pubblici. Nel 2016 i lavoratori furono licenziati.
Un precedente che, secondo la FIALC CISAL, impone di non sottovalutare i rischi e di agire prima che eventuali decisioni irreversibili compromettano il patrimonio industriale e professionale del territorio.
Se la vertenza è nazionale, perché contestare uno strumento nazionale?
La FIALC CISAL evidenzia quella che considera una contraddizione nella posizione della Femca CISL.
Il 21 luglio, proprio a Catania, la segretaria generale della CISL Daniela Fumarola aveva dichiarato che la vertenza Pfizer non riguarda soltanto il territorio catanese, ma l’intero Paese.
Una valutazione che la FIALC CISAL condivide. Proprio per questo, però, il sindacato ritiene difficile comprendere la contestazione di uno strumento nazionale previsto dalla legge per tutelare asset strategici.
La domanda rivolta alla Femca CISL è diretta: quale strumento alternativo intende proporre per impedire che lo stabilimento venga ceduto a un soggetto privo di una reale vocazione farmaceutica?
I tavoli istituzionali e il Golden Power devono procedere insieme
La FIALC CISAL ribadisce la propria disponibilità a partecipare a tutti i tavoli istituzionali e accoglie positivamente le manifestazioni di interesse emerse durante l’incontro al MIMIT del 20 ottobre, così come l’impegno dell’azienda a non dismettere le linee produttive durante le verifiche.
Tuttavia, il sindacato sottolinea una distinzione fondamentale: una manifestazione di interesse non equivale a un’offerta vincolante e una proroga dei tempi non rappresenta una garanzia sul futuro dello stabilimento.
È proprio in questa fase che, secondo la FIALC CISAL, il Golden Power può svolgere un ruolo decisivo: assicurare che l’eventuale acquirente abbia una reale identità industriale farmaceutica e che tale vocazione venga mantenuta nel tempo.
La Mendola: «Ci interessano 330 famiglie e una capacità produttiva che non può andare perduta»
Il segretario provinciale FIALC CISAL di Catania e delegato nazionale per il comparto chimico-farmaceutico, Giuseppe La Mendola, chiarisce la posizione dell’organizzazione:
«Non ci interessano le polemiche tra sigle. Ci interessano 330 famiglie e una capacità produttiva che, una volta perduta, non torna più.
Il Golden Power è uno strumento che il legislatore ha messo a disposizione del Paese proprio per proteggere i suoi asset strategici. La prevenzione va fatta adesso, non quando la speculazione avrà già completato il suo progetto e ci avrà messi davanti al fatto compiuto.
Dobbiamo impedire lo smantellamento dello stabilimento: se le linee vengono fermate, il personale qualificato disperso e le certificazioni lasciate decadere, nessun Governo potrà più proteggere un valore che sul territorio non esiste più.
Chi attacca il Golden Power dica ai lavoratori come intende impedire tutto questo. Noi una risposta l’abbiamo data, per iscritto, alla Presidenza del Consiglio».
La Mendola conclude ribadendo la disponibilità al confronto con tutte le parti, ma anche la determinazione della FIALC CISAL a difendere il patrimonio industriale di Catania:
«Questo stabilimento è il frutto di decenni di lavoro, di competenze e di sacrifici, ed è un bene della città prima ancora che di un’azienda. Lo difenderemo con tutta la forza e con tutti gli strumenti che la legge ci consente».
FIALC CISAL: difendere Pfizer Catania significa difendere lavoro, competenze e futuro
Per la FIALC CISAL la priorità resta una: impedire che lo stabilimento perda la propria vocazione farmaceutica e che 330 lavoratori e le loro famiglie siano esposti a un futuro senza garanzie.
Il confronto istituzionale deve proseguire, ma non può escludere nessuno degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.
Il Golden Power non è una polemica sindacale: è uno strumento di tutela che deve essere valutato e utilizzato per proteggere un patrimonio industriale strategico.
La FIALC CISAL continuerà a stare dalla parte dei lavoratori, della produzione e del territorio, chiedendo garanzie concrete prima che sia troppo tardi.

