Pfizer Catania, FIALC CISAL boccia l’accordo sugli esuberi: «La proroga non è una vittoria. Pronti alle vie legali»
La Segreteria FIALC CISAL contesta l’ipotesi negoziale sottoscritta dalle altre organizzazioni sindacali e chiede garanzie concrete per i 330 lavoratori coinvolti. Al centro della vertenza il futuro industriale dello stabilimento, il rischio di una cessione a soggetti estranei al settore farmaceutico e la richiesta di valutare l’attivazione del Golden Power.
La vertenza dello stabilimento Pfizer di Catania entra in una nuova fase di confronto e tensione sindacale. La FIALC CISAL conferma la propria contrarietà all’ipotesi negoziale sottoscritta il 15 ottobre 2026 da Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL e UGL Chimici, relativa alla gestione delle ricadute occupazionali del piano aziendale.
Per il sindacato, la proroga della procedura fino al 9 dicembre non può essere considerata una vittoria sindacale né una soluzione alla crisi. Restano aperte questioni fondamentali: il futuro dei lavoratori, la continuità produttiva dello stabilimento e la necessità di conoscere un progetto industriale credibile per il sito catanese.
La posizione della FIALC CISAL è netta: nessun accordo può essere considerato soddisfacente senza garanzie concrete sull’occupazione e sul futuro industriale di Pfizer Catania.
La proroga al 9 dicembre non risolve la vertenza
La procedura relativa agli esuberi è stata avviata il 2 luglio 2026. Il Ministero del Lavoro ha successivamente concesso una proroga fino al 9 dicembre, superando la precedente scadenza del 30 ottobre, per consentire la prosecuzione del confronto e l’approfondimento delle manifestazioni di interesse presentate da tre potenziali acquirenti.
La proroga offre quindi altro tempo per valutare le possibili soluzioni, ma non garantisce, da sola, né la salvaguardia dei posti di lavoro né la permanenza delle attività farmaceutiche a Catania. <Cite refs={[“turn753664search1”,“turn753664search2”]}/>
La FIALC CISAL contesta l’interpretazione positiva attribuita all’ipotesi negoziale sottoscritta dalle altre sigle sindacali. Secondo l’organizzazione, il rinvio della scadenza deve essere considerato un passaggio procedurale, non il risultato di un accordo capace di risolvere le criticità della vertenza.
«Viene da chiedersi: ipotesi negoziale di cosa, se le parti non si sono accordate su nulla?», osserva Giuseppe La Mendola, segretario provinciale FIALC CISAL Catania e responsabile nazionale del comparto chimico-farmaceutico.
Le contestazioni sull’ipotesi negoziale
La FIALC CISAL solleva perplessità sui contenuti del documento sottoscritto il 15 ottobre e sulle modalità con cui è stato presentato. In particolare, il sindacato segnala presunte criticità nei riferimenti normativi, possibili profili relativi alla tutela dei diritti dei lavoratori e della privacy, nonché l’assenza di punti d’intesa che, a suo giudizio, offrano garanzie sufficienti.
L’organizzazione contesta inoltre che l’ipotesi negoziale sia stata presentata in sede istituzionale senza essere stata preventivamente sottoposta al voto dell’assemblea dei lavoratori.
Per FIALC CISAL, le decisioni che incidono sul futuro occupazionale devono essere accompagnate da un confronto trasparente con i dipendenti e da un’effettiva condivisione delle condizioni proposte.
Il sindacato riferisce di avere già formalizzato le proprie obiezioni durante il confronto al Ministero del Lavoro e non esclude iniziative legali qualora emergano ulteriori elementi che possano compromettere i diritti dei lavoratori.
Tre potenziali acquirenti: servono piani industriali e garanzie
Uno degli elementi emersi durante gli ultimi incontri istituzionali riguarda l’interesse manifestato da tre società per l’acquisizione dello stabilimento.
La FIALC CISAL considera questo sviluppo meritevole di approfondimento, ma invita a non confondere le manifestazioni di interesse con offerte vincolanti o con garanzie già definite.
La presenza di potenziali acquirenti non chiarisce ancora quale sarà il destino delle attività produttive, quali investimenti verranno effettuati e quanti posti di lavoro potranno essere salvaguardati.
Per questo il sindacato chiede che, prima di sottoscrivere qualsiasi accordo definitivo, siano resi noti gli elementi essenziali del progetto di acquisizione e di rilancio.
In particolare, FIALC CISAL ritiene indispensabile conoscere:
- L’identità dell’eventuale acquirente e la sua esperienza nel settore farmaceutico.
- Il piano industriale, con indicazione delle produzioni che si intendono mantenere o sviluppare.
- Gli investimenti previsti per impianti, tecnologie e continuità produttiva.
- Le garanzie occupazionali, con impegni verificabili per i lavoratori coinvolti.
- I tempi di realizzazione del progetto e le tutele previste durante la fase di transizione.
La posizione dell’organizzazione è chiara: nessuna firma al buio e nessuna rinuncia alle tutele senza conoscere il progetto industriale che dovrà garantire il futuro del sito.
Golden Power: la richiesta di intervento al Governo
Un altro punto centrale della vertenza riguarda il rischio che lo stabilimento possa essere ceduto a soggetti interessati prevalentemente al patrimonio immobiliare, anziché alla prosecuzione delle attività farmaceutiche.
La FIALC CISAL ha già trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri una segnalazione formale, chiedendo di valutare l’applicabilità dei poteri speciali previsti dalla normativa sul Golden Power.
Secondo il sindacato, è necessario verificare se sussistano i presupposti per un intervento pubblico a tutela della continuità produttiva e della destinazione farmaceutica dello stabilimento.
La richiesta mira a evitare che un sito dotato di impianti qualificati, autorizzazioni, competenze specialistiche e personale altamente formato perda progressivamente la propria funzione industriale prima ancora che venga individuato un acquirente.
Per FIALC CISAL, la tutela dello stabilimento non può limitarsi al valore economico dell’area: deve comprendere la salvaguardia delle produzioni, delle professionalità e dell’occupazione.
L’organizzazione annuncia inoltre che continuerà a sensibilizzare le istituzioni e i rappresentanti parlamentari, chiedendo chiarimenti sulle iniziative che il Governo intende assumere.
La disponibilità al confronto, ma senza rinunciare ai diritti
Pur mantenendo una posizione critica sull’ipotesi negoziale, la FIALC CISAL conferma la propria disponibilità a partecipare a un confronto costruttivo con l’azienda, le istituzioni e le altre organizzazioni sindacali.
La disponibilità al dialogo, tuttavia, non significa accettare condizioni prive di garanzie. Per il sindacato, ogni eventuale intesa dovrà essere valutata sulla base dei risultati concreti che sarà in grado di assicurare ai lavoratori.
La scadenza del 9 dicembre rappresenta un passaggio importante per verificare se le manifestazioni di interesse potranno trasformarsi in progetti industriali reali e se sarà possibile individuare una soluzione capace di salvaguardare il maggior numero possibile di posti di lavoro.
FIALC CISAL ribadisce che un accordo potrà essere preso in considerazione soltanto in presenza di condizioni migliorative e garanzie effettive per i dipendenti.
FIALC CISAL: il futuro di Pfizer Catania deve restare industriale
La vertenza dello stabilimento etneo non riguarda soltanto una procedura sugli esuberi. In gioco ci sono competenze professionali, capacità produttiva e una realtà industriale che rappresenta un patrimonio per il territorio.
La proroga della procedura offre tempo per proseguire il confronto, ma non può sostituire le decisioni necessarie per garantire il futuro dello stabilimento.
La FIALC CISAL continuerà a seguire ogni passaggio della trattativa, a contestare le soluzioni che ritiene insufficienti e a utilizzare gli strumenti sindacali e legali disponibili per tutelare i lavoratori.
La priorità resta una sola: salvaguardare l’occupazione, difendere la vocazione farmaceutica dello stabilimento e ottenere un piano industriale serio, trasparente e verificabile.
Ufficio Stampa FIALC CISAL – Segreteria Nazionale

