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Vertenza Pfizer Catania: FIALC CISAL, “il management locale non è più un interlocutore affidabile. Il sito ceda solo a un player industriale serio, mai a un fondo speculativo”

Catania, 18 luglio 2026 — Il sit-in che ha visto centinaia di lavoratrici e lavoratori riunirsi compatti davanti ai cancelli dello stabilimento Pfizer di via Franco Gorgone, nella zona industriale di Catania, ha restituito con chiarezza il sentimento di una comunità che non intende arrendersi. Otto ore di presidio, di rabbia trattenuta ma ferma, di dignità operaia messa in piazza per difendere quaranta anni di storia industriale che un’azienda sembra voler liquidare con un tratto di penna. “Ho visto negli occhi dei lavoratori la stessa dignità che li ha accompagnati per quarant’anni di sacrifici in quello stabilimento — commenta Giuseppe La Mendola, Segretario Provinciale FIALC CISAL Catania — e oggi quella dignità pretende risposte, non promesse.”

Per il sindacato, il management locale dello stabilimento non è più, ad oggi, un interlocutore affidabile: è venuto meno alla parola data alle Istituzioni e al Governo nazionale, quando aveva assicurato che Pfizer non avrebbe abbandonato Catania. “Quella parola oggi è carta straccia di fronte a 330 esuberi annunciati e a una cessione sempre più concreta — sottolinea La Mendola —. Non è più una questione di credibilità, ma di rispetto verso un intero territorio, verso le famiglie e verso lavoratori che hanno garantito con professionalità e sacrificio la produzione in uno degli stabilimenti farmaceutici storici del Mezzogiorno. Da oggi, per noi, quel management ha smesso di essere un interlocutore credibile.”

È tuttavia sul futuro che FIALC CISAL concentra oggi tutta la propria determinazione. Il sindacato chiede che, qualora la cessione dello stabilimento etneo dovesse concretizzarsi, questa avvenga esclusivamente verso un player farmaceutico industriale serio e strutturato, capace di offrire garanzie concrete di sviluppo occupazionale attraverso un piano industriale chiaro, credibile e verificabile. “Non ci accontenteremo di promesse verbali o rassicurazioni informali — spiega il Segretario Provinciale —: servono impegni scritti, tempi certi, investimenti reali sul rilancio produttivo e sulla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali, diretti e dell’indotto. Questo è, e resterà, il nostro punto fermo in ogni tavolo, a Catania come a Roma.”

Netta la chiusura di La Mendola, che non lascia spazio ad ambiguità: “Respingeremo con la massima forza qualunque tentazione di Pfizer di cedere il sito a un soggetto impersonale, un fondo finanziario speculativo privo di competenze industriali nel settore farmaceutico e interessato solo alla valorizzazione dell’asset, senza alcuna reale prospettiva di continuità produttiva e occupazionale. Un simile scenario sarebbe inaccettabile e troverà in noi un’opposizione totale, in ogni sede sindacale, istituzionale e, se necessario, di piazza.”

FIALC CISAL resta concentrata al prossimo appuntamento, il tavolo ministeriale convocato al MIMIT per il 22 luglio a Roma: un banco di prova che dirà se le Istituzioni, a partire dal Governo nazionale, intendono davvero difendere un pezzo strategico dell’industria farmaceutica siciliana e nazionale, o se assisteranno silenti all’ennesimo smantellamento industriale del Sud.

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