Pfizer, La Mendola “l’Azienda cambia versione ad ogni tavolo, i lavoratori non possono restare sulla graticola”
Si è svolta oggi presso l’Assemblea Regionale Siciliana, in III Commissione Attività Produttive, l’audizione sul caso Pfizer di Catania.
L’azienda si è collegata da remoto con l’ingegner Campobasso, direttore dello stabilimento, e il responsabile delle Risorse Umane del sito.
Presenti anche le altre sigle sindacali.
Pfizer si è limitata a ribadire quanto già dichiarato a Roma il 22 luglio al tavolo Mimit, aggiungendo l’ipotesi di cessione del sito a un investitore farmaceutico.
*La posizione di Fialc- Cisal*
“Per salvare lo stabilimento di Catania è necessario portare nuove specialità farmaceutiche in grado di garantire la massimizzazione dei profitti del sito — dichiara Giuseppe La Mendola, Segr. Naz. Fialc Cisal con delega al comparto pharma — Senza creazione di ricchezza non si potranno preservare i livelli occupazionali. Pfizer sta concentrando tutta la sua strategia globale sulle biotecnologie, e se l’azienda vuole restare a Catania deve portare qui questa produzione. Il Governo centrale ha già dato disponibilità a partecipare con contributi pubblici agli investimenti necessari per l’adeguamento tecnologico del sito: senza questo passaggio, il sito non potrà sopravvivere.”
*Le contraddizioni dell’Azienda*
La Mendola ha denunciato con forza le dichiarazioni contrastanti rese dall’ingegner Campobasso nell’arco di pochi mesi: “A dicembre, davanti al Prefetto di Catania, l’Azienda garantí che non avrebbe lasciato Catania. Il 22 luglio, al Mimit, ha invece messo sul tavolo l’opzione vendita, ipotizzando la cessione a un soggetto collaterale al business, quindi estraneo al farmaceutico. Oggi, in Commissione, ha corretto ancora il tiro parlando di cessione a un investitore farmaceutico. Tre versioni diverse in sette mesi, mentre sul tavolo restano 330 licenziamenti e la chiusura di due linee produttive.”
“Non è più tollerabile un’Azienda che si presenta in ogni sede istituzionale con una versione diversa dei fatti.”
Conclude La Mendola: “Questo è un atteggiamento che definisco senza mezzi termini in malafede, e che ha un solo risultato concreto, tenere centinaia di famiglie ostaggio dell’incertezza. I lavoratori di Catania non sono un dettaglio da infarcire con posizioni aziendali diverse ogni volta che cambia la platea. Fialc Cisal non arretrerà di un passo finché l’Azienda non metterà per iscritto, con impegni verificabili e non smentibili, quale futuro industriale intende garantire a questo sito. Le parole a questo punto non bastano più: servono atti. Il 24 Settembre Pfizer dovrà confermare al Governo se restare a Catania oppure no. Aspettiamo con ansia di sapere se vorrà passare alla storia italiana per un’Azienda che guarda solo al profitto e non al bene comune”.
